Progetto
Di_(S)tanze nasce dalla volontà di incontro e confronto tra la voce profondamente incarnata del performer e sperimentatore vocale Antonello Cassinotti e il corpo giocosamente sonoro e parlante della danzatrice e coreografa Giselda Ranieri. Incontro, tra due diversi percorsi ed esperienze accomunati da una forte tensione alla sperimentazione, che si traduce in una semplice inversione di termini: “Corpo voce” e “Voce corpo”.
Il titolo, pensato ben prima del lockdown, si è rivelato tristemente profetico. Ma i mesi di confinamento hanno solo arricchito la riflessione programmatica sul concetto di distanza.
Un titolo che è un rebus, capace di richiamare al gioco sonoro contenente le parole chiave del lavoro: distanza; stanza (come luogo fisico, come misura poetica e il cui sinonimo “camera” rimanda a un componimento musicale per pochi elementi); ‘Tanz’ (danza in tedesco).
Concetti capaci di dischiudere a un senso della visione performativa di cui abbiamo appena tracciato i confini e che vorremmo continuare a sondare.
Un caleidoscopio di immagini; una riflessione corpo-vocalica in duo sulla prossemica tra corpo e voce, vibrazioni e silenzio, detto e non detto.
Ci interessa la stanza come locus: luogo tangibile e intangibile, in cui ri-siedere ciascuno col proprio linguaggio performativo; un luogo protetto dell’intimità espressiva.
È facile poter dire che voce e corpo in una persona sono estremamente connessi e si manifestano attraverso una organicità più o meno consapevole compartecipando all’atto creativo, dando vita a materiale espressivo che si muove e suona da solo, ma cosa succede quando se la voce e il corpo sono espressione di due persone differenti … vocalità e movimento possono ancora essere intese come due facce della stessa creazione sia essa coralità o coreografia? È possibile riorganizzare una organicità confondendo questi confini? Continua ad esserci una grande curiosità e attesa in questo affacciarsi nella stanza dell’altro.
In Di_(S)tanze non rinunciamo al comune interesse nell’ambito della composizione istantanea. Ricorriamo alla tecnica improvvisativa in porzioni del lavoro che scegliamo di lasciare aperte per rimanere in dialogo col Presente della performance. Ma vogliamo andare oltre e creare una partitura drammaturgicamente intesa ma che lasci spazio a momenti di improvvisazione con la premessa che ogni movimento effettuato e ogni suono emesso va ascoltato e tradotto in scelta espressiva riconquistando una sorta di naturalezza. Un lavoro sul confine tra casualità e intenzione dell’atto creativo.
Fondamentale per la sperimentazione tra voce live e synt elettronici è stata la collaborazione col musicista e compositore Marcello Gori. Suo il compito di processare ed elaborare in tempo reale i suoni live della voce e della danza. Purtroppo, la collaborazione ha risentito della mancanza di tempo necessario causata dal blocco pandemico: c’è ancora da esplorare tutta una parte di sperimentazione e connessione soprattutto tra movimento e suono generato. Ricerca che apre a delle incognite interessantissime e che può trasformarsi in vera e propria terza entità con cui i performer possono dialogare in scena.
Gesti e suoni che concorrono assieme alla composizione.
E ancora: i piccoli movimenti che accompagnano spontaneamente la performance vocale, non didascalici, non quotidiani o l’espressività del viso. Il “fare le facce” nel “fare voce”. Sono movimenti volontari o involontari? Questa è già danza?
Giselda è già conosciuta per le sue microdanze espressive.
Al contempo l’approccio di Lello si basa sull’idea di dare una fisicità a quella cosa eterea e inconsistente che è la voce, conseguenza di una danza anatomica e emotiva tanto da poter definire il suo lavoro danza vocale.
Dal punto di vista drammaturgico, il nucleo centrale del lavoro è presente: punti di contatto e lontananza tra due differenti personalità sceniche - anche semplicemente da un punto di vista anagrafico/generazionale - ognuna portatrice di un caratteristico linguaggio. Rimane però la volontà di andare oltre e nutrire ulteriormente la scrittura scenica potenziando elementi, anche stilistici, già presenti (es. ironia, surrealismo).
Alcuni “Pensieri” come “Note” che continuano a suonare:
due anime distanti si incontrano e dialogano di-istanti in una stanza.
Due anime ... lontane, distaccate, che si esprimono a intervalli nello spazio - lo disegnano fisicamente e vocalmente - a tratti. Trovano interstizi relazionali nella diversità, nelle disuguaglianze, in disparità ... di-sparità (sparire ?) …solo qualche pensiero ... per cercare un senso.
Qualche parola sullo spazio scenico. Disegnato da geometrie molto definite e che delineano gli spazi d’intervento che relegano ognuno nella sua dimensione e ogni azione in una sorta di obbligo formale suggerisce una parvenza d’ordine, che vorremmo provare a tradire … è proprio lì che continueremo a spingere le coreografie corpo-vocaliche per indagare quanto sia possibile rompere i confini espressivi o quanto questi ci tengono a distanza sebbene vicini.
Un punto di domanda che si ritrova tra sé e sé e nella relazione con gli altri.
Intanto la luna sta a guardare.
N.B.
Segnaliamo che la compagnia non ha una ragione sociale e che le eventuali formalità fiscali e amministrative verranno ottemperate da Aldes o da delleAli Teatro.
